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Come costruire un brand attraverso le newsletter

Newsletter

Non c’è tempo migliore di questo per costruire un brand. Non c’è mai stato nella storia un tempo in cui costruirlo fosse così facile ed economico. Gli strumenti sono tantissimi ed efficacissimi, i tempi di propagazione e di viralizzazione non sono mai stati così veloci.

Quello che manca davvero sono le idee. E la costruzione di una voce per il brand. Oggi si fa un gran parlare di storytelling, mi chi davvero lo insegna? Come si fa a fare in modo che le persone amino i tuoi prodotti?

Continuamente nascono nuove piattaforme digitali, per lo più legate al mondo dei social media. Le aziende, i consulenti ed i marketers li studiano, li analizzano, cominciano ad usarli, pensano che arrivare “primi” nel proprio mercato di riferimento sia la cosa più importante: se sono primo, avrà un vantaggio competitivo! Giusto? No, sbagliato.

Prendiamo le email. Tutti le usano sia per scopi personali che per lavoro. La lettura delle email è peraltro l’attività a cui tutti quanti dedichiamo più tempo rispetto a qualsiasi altra sui nostri cari smartphone. E quasi tutte le aziende fanno newsletter, ma spesso snobbandole perché i social tirano di più.

In realtà la maggior parte delle aziende compie lo stesso errore con le newsletter che compiono sull’ultimo social network presente sul mercato: le considerano uno strumento per vendere. In fondo, se mi hanno dato l’email saranno interessati a ricevere la mia pubblicità, giusto? No, sbagliato.

In realtà, da quella che è la mia esperienza, le newsletter sono uno dei modi più efficaci per costruire un brand ed una cultura aziendale. Ovviamente il brand e la cultura di cui si nutre sono a monte delle vendite dirette: nell’economia della reputazione in cui siamo immersi, ne sono la linfa vitale necessaria.


Ecco quindi quelli che sono i miei principi che regolano i piani editoriali di newsletter che realizzo.

1. Condividi, non vendere

Nessuno ama gli amici che parlano sempre di se stessi. E nessuno li invita poi alle feste. Sicuramente la tua azienda fa cose interessanti. Certamente il mondo ha bisogno di sapere che esisti. Ma la newsletter efficace è quella in cui condividi il tuo modo di pensare ed il tuo modo di essere, non solo quello che hai da vendere. I tuoi lettori hanno un mondo davanti e probabilmente in questo momento non stanno pensando a te.

2. Ci vuole molto tempo per fare un buon lavoro

La maggior parte delle aziende che conosco pensano di poter realizzare una newsletter in qualche ora. Ma il mondo è occupato a fare milioni di cose. E l’attenzione ed il tempo sono risorse sempre più scarse e preziose. Se vuoi che i lettori dedichino il loro limitatissimo e fugace tempo a leggere la tua newsletter, questa DEVE essere FANTASTICA. Non sono ammesse newsletter “carine”, solo quelle meravigliose. E per farle occorre tempo. Una montagna di tempo. Poiché occorre trovare idee, cose nuove, ispirazioni, foto, video, citazioni. E poi scrivere, impaginare, controllare e rivedere. E, se non siamo soddisfatti del risultato, ricominciare daccapo. Perché se non soddisfa noi, come potrà soddisfare un lettore poco attento?

3. Trova la tua voce

Il mondo è pieno di confusione e di rumore di fondo. Per emergere la tua newsletter deve avere personalità, avere una voce definita, avere una grafica sempre uguale. Essere riconoscibile, associabile ai tuoi valori e consistente nell’approccio. Il lettore deve percepire un’identità, e farci amicizia.

4. Usa Mailchimp

Ho provato diversi software di email marketing, ma Mailchimp è secondo me il migliore in assoluto. E’ facile da usare, flessibile, e negli anni è stato costantemente migliorato. Nell’email marketing conta il contenuto, non tanto la grafica. E lo strumento efficace è quello che ti consente di dedicarti al contenuto senza perdere tempo per tutto il resto.

5. Non esagerare

Le newsletter sono un grande strumento, ma usalo con parsimonia. Il tasso di apertura è il primo indicatore di gradimento. L’obiettivo è arrivare al 40-50% di tasso di apertura.

6. Ma non inviare troppo poco

Il mondo digitale è brutale. Le persone si dimenticano di te dannatamente in fretta. Niente di personale, semplicemente tutti quanti siamo oberati dagli impegni e sovraccarichi di informazioni. Compresi i tuoi clienti. Qual è quindi la frequenza di invio ottimale? Secondo me 1 a settimana per le grandi aziende, 1 al mese per le piccole aziende.

7. Non mollare

Se pensi che le newsletter aumenteranno al primo colpo le tue vendite hai sbagliato di grosso. Nell’economia digitale le informazioni viaggiano veloci, ma il business gira lentamente, come nel mondo analogico. La costanza è pertanto un fattore chiave: se le tue comunicazioni permangono nel tempo interessanti e rilevanti, la newsletter diventerà un importante strumento per il tuo business. Tutte le aziende possono avere belle idee, ma la maggior parte di queste mollano quando non vedono un ritorno diretto entro breve. Tu non mollare, le newsletter sono una maratona, non i 100 metri.

8. Falla breve

Nelle tue newsletter arriva subito al punto. Le persone hanno fretta.

9. Sii te stesso

Le newsletter sono un social media. Nel senso che è necessario denudarsi, parlare con passione, raccontare il proprio punto di vista. Proprio come su Facebook. Mai essere distanti, passivi, freddi. Occorre parlare di ciò che ci appassiona, dare giudizi, esporsi. Occorre parlare come si mangia, letteralmente. Nel bene e nel male, la newsletter avrà successo se si arriverà a parlare senza filtri. Ed il proprio tono di voce si svilupperà newsletter dopo newsletter.

10. Ignora le regole (incluse queste)

Ci sono molte regole per realizzare una buona newsletter, ma se segui alla lettera le regole di qualcuno finirai per sembrare come qualsiasi altro. Una newsletter di successo in qualche modo rompe le regole del proprio mercato di riferimento. Pertanto, non seguire le best practice degli altri, ma crea le tue.

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